CAVE, DEROGA AL PIANO DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE PER LE PIETRE ORNAMENTALI

Il capogruppo Preioni: “E’ una legge che aiuta chi lavora in un settore storico che deve essere tutelato”.

“Quello delle cave di sasso e delle pietre ornamentali – dichiara Alberto Preioni, presidente del Gruppo Lega in Regione Piemonte – è un comparto importantissimo per il Piemonte che interessa particolarmente il VCO, la Val d’Ossola nello specifico, e la zona di Bagnolo: gli unici due poli estrattivi rimasti in Piemonte”.

“In Val d’Ossola c’erano 200 cave, oggi se ne contano soltanto venti – sottolinea Preioni -. Una perdita del 90%. Le aziende rimaste però sono solide, sane, creano un indotto fondamentale con circa duemila posti di lavoro. Basta pensare alla cava di Candoglia, a Mergozzo, da cui si estrae il marmo per il Duomo di Milano, per capire il valore storico e culturale da preservare”.

Con l’approvazione del disegno di legge 299, che modifica la legge regionale 23 del 2016, il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) non verrà applicato al comparto delle pietre ornamentali, distinguendolo così dagli altri due settori estrattivi, degli aggregati per costruzioni e infrastrutture e dei materiali industriali.

“Bisogna coniugare la sostenibilità ambientale con la tutela di un settore lavorativo strategico usando il buon senso – aggiunge Preioni -. Le cave dismesse sono oggetto di importanti interventi di ripristino, ma l’ambientalismo da salotto non ha nulla a che fare con la vita reale della montagna e se si vive in montagna si deve avere anche l’opportunità di lavorare”.

“I cavatori hanno espresso grande preoccupazione per le limitazioni previste dal Prae e come Lega e maggioranza di questo governo regionale abbiamo raccolto il loro allarme e ce ne siamo fatti interpreti per tutelare il futuro di un comparto d’eccellenza, che vende in tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia”.